Sicurezza informatica, Italia tra i peggiori del mondo  


Sicurezza informatica, Italia tra i peggiori del mondo  

Secondo il Center for strategic and international studies l'Italia sarebbe nelle prime dieci posizioni della classifica degli Stati più flagellati da attacchi alla sicurezza informatica. E, d’altro canto, più si avvicina l’ufficializzazione del GDPR, ovvero la normativa generale per la tutela dei dati targata Unione Europea, più il focus delle imprese italiane si stringe attorno alla questione della privacy e dei trattamenti delle informazioni personali dei cyberutenti. A partire da maggio 2018, il 25 per l’esattezza, infatti, nel caso di un attacco alla propria sicurezza informatica, anche l’azienda stessa sarà ritenuta responsabile rispondendone con una sanzione anche molto salata. E sebbene il nuovo regolamento preveda circa un paio di anni per l’entrata a regime standard, sono moltissime le imprese del nostro Paese che devono sincronizzarsi con quanto previsto dalla nuova normativa. Per intenderci, nonostante lo sviluppo software a Roma come nel resto del Paese sia ormai una delle attività prevalenti di società informatiche come Area Software, soltanto il 3% delle aziende italiane si è messo in regola con le nuove regole. Una cifra davvero esigua che potrebbe aprire uno scenario pericoloso in termini di sicurezza informatica nazionale e non.

L’emergenza sicurezza informatica in Italia

Il monito sullo stato di emergenza della situazione arriva proprio dal report rilasciato dal centro studi di Washington, relativo allo scorso anno, che inserisce l’Italia nella top ten mondiale della insicurezza informatica. Ma i cyberattacchi non rappresentano soltanto un rischio per la democrazia e per la privacy di chi naviga in rete, ma anche un danno economico ingente per le ditte italiane. I danni scatenati da furti di dati e informazioni hanno un valore di ben 900 milioni di euro. Una cifra impressionante destinata a essere ancora più spaventosa dopo l’entrata in vigore del nuovo regolamento europeo.

Il nuovo regolamento, cosa fare ora

Come dicevamo, secondo il report americano, appena il 3% delle aziende italiane sarebbe in linea con gli standard di protezione informatica previsti dal regolamento europeo. Cosa fare allora? Microsoft ha dato dei consigli utili per chi ancora deve regolamentare le proprie banche dati in vista del prossimo 25 maggio. E gli step fondamentali sono essenzialmente quattro. Innanzitutto occorre avere cognizione delle informazioni che si possiedono e del luogo in cui risiedono, quindi le imprese dovranno prima possibile produrre dei sistemi per controllare e monitorare i dati così da potersi tutelare contro eventuali cyberattacchi e furti informatici. Inoltre, sarà fondamentale imparare a controllare l’accesso alle informazioni e procedere con la conservazione dei documenti previsti nel caso siano notificati dei furti.

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